martedì 15 aprile 2008
Amarezza
Il quadro e' davvero chiaro.
La sinistra non ha mai vinto in italia, davvero. E' sempre stata una congiuntura astrale, una combinazione di eventi rari.
Dunque e' proprio vero che in italia quello che conta e' quella del pdl, della lega?
Dov'e' il problema? Come e' possibile che sembra sempre che la gente voglia davvero cambiare, voglia davvero un paese nuovo, piu giusto, piu bello e poi si finisce per ricadere per la terza volta nel tranello dei tranelli?
Una tristezza da esule mi pervade, di chi, un po dall'esterno, vede un paese scegliere giorno dopo giorno, sempre il peggio.
Speriamo bene.
sabato 12 aprile 2008
sabato 22 marzo 2008
Per Monica: poi però passa...

Sono passati 6 mesi ed una settimana...esattamente a quest'ora nasceva il piccoletto. Ripensavo a quando ho lasciato casa con un pancione enorme e sono rientrata con il fagotto tra le braccia...ricordo i primi giorni avvolti nella nebbia.
"come stai, Chicca?", mi chiedevano tutti quando venivano a conoscere il bimbo nuovo. "non lo so. piango, piango quando mangio, piango quando gli cambio il pannolino, piango quando vado a dormire, piango quando lui piange. piango sempre. mi sento un'idiota. sarà normale?" e mentre lo dicevo due lacrime mi rigavano le guance. "certo che è normale. poi passa. vedrai".
Certo che è normale. perché avere un figlio è una delle imprese più eroiche che si possano compiere. perché avere un figlio è un salto nel buio, è un tuffo in un'altra dimensione. perché avere un figlio cambierà te e la tua visione del mondo. perché avere un figlio è una pazzia bella e buona, è un atto d'amore e di egoismo, è una vertigine di onnipotenza, è un delirio di immortalità. perché avere un figlio è un atto di fiducia verso la vita e verso il genere umano. ma quando questo figlio arriva, minuscolo, inconsapevole e urlante, tu non sei l'eroina che avevi sognato, non sei la lara croft di tomb rider, bella, invincibile e pronta a conquistare il mondo. quando la follia ha inizio, quando il gioco si fa duro, quando ti affacci su questa impresa titanica, sei sfinita, hai la pancia molle, i punti che tirano, un seno enorme da cui sgorga latte, gli ormoni impazziti e un marito/compagno/fidanzato che non sa da che parte girarsi.
E' normale che tu pianga, anzi è il minimo.
Poi però passa....
domenica 16 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Agnese

in un mese di fuoco, e' passata da santa barbara agnese, vecchia compagna di sventure (e avventure) scientifiche e non. ci ha fatto piacerissimo mettere in comune un po di sensazioni statunitensi. che bello ritrovarsi a voler parlare, a voler condividere, a voler polemizzare e a voler ridere.
non sappiamo ancora se tornera, forse non ha trovato il clima di suo gradimento...
giovedì 6 marzo 2008
Stefano
giovedì 21 febbraio 2008
Eccessi
Non serve ribadire la mia posizione sulla legge 194. Chi passa di qua la conosce ...la ritengo ragionevole e rispettosa delle volontà di tutti, e mi pare assurdo che venga messa in discussione da chi vorrebbe imporre una volontà sola. Però non riesco a non domandarmi di che diavolo stiano parlando quelli che criticano film come Juno o Knocked Up perché le protagoniste non abortiscono.
Chiariamoci, lì si pensa di star male, ma qui in America stanno come noi se non peggio, e da un pezzo. Qui, a guardia dell’aborto legale, c’è una sentenza, non una legge: e ogni Stato fa circa come gli pare. La contraccezione, l’interruzione di gravidanza, anche la contraccezione d’emergenza sono in larga parte forniti da un’organizzazione che si chiama Planned Parenthood, che è un po’ come dire l’AIED, per capirci. In Italia , le bombe all’AIED non le abbiamo ancora viste, e non vorrei dare delle idee strane ai seguaci di Giulianone. Insomma, stanno messi peggio di noi, perché per rovesciare una sentenza ci vuole molto meno che per abrogare una legge.
Però cazzo, stiamo parlando di film. Film in cui, se le protagoniste abortiscono, non c’è più il film. O meglio, ce n’è un altro che non ha a che vedere con le pance, le difficoltà, il decidere cosa fare, e altre cose che nelle commedie sono importanti. Una pancia può anche far ridere. Un aborto, difficilmente fa ridere. Viene quindi da dare ragione a Ellen Page, quando dice che Juno
[…] è un film su una ragazza che ha un bambino e lo dà a una coppia di yuppie… Insomma, mi dispiace per tutti che lei non abortisca, ma non è di questo che parla il film. La ragazza va in una clinica dove praticano aborti, si fa un quadro di tutte le possibilità e delle scelte che può fare, e questa è la parte importante. E’ semplice. Io mi autodefinisco femminista quando la gente mi chiede se lo sono, e ovviamente lo sono, perché si parla di uguaglianza, e in quel senso spero che tutti lo siano.
In America, le fazioni pro-life e pro-choice sono ancora più sanguinose che da noi. Ferrara è un dilettante, un parvenu della protezione dell’embrione: non è ancora arrivato a celebrare la decisione di Simona, alla fine di Notte prima degli esami. Né le nostre femministe si sono ancora spinte a dare addosso alla suddetta per non avere abortito. E che diamine. E’ un film. Non costringeteci a prendervi sul serio, perché altrimenti ci viene da pensare che la vostra posizione sull’aborto sia assolutistica quanto quella dei pro-lifers: e cioè che se la gravidanza inizia in circostanze meno che favorevoli l’aborto sia sempre la scelta in cima alla lista. Sappiamo che non lo è. Non tutte vogliono abortire. Il corpo è una cosa privata, e anche i personaggi dei film hanno diritto a decidere che diavolo vogliono farne, anche quando la scelta è razionalmente, logisticamente sbagliata. Abbiamo già Ferrara che chiama la sua posizione "razionale" e indiscutibile.
Insomma, anche qui c’hanno le loro gatte da pelare. Non siete contente? Non vi sentite meglio, adesso?
(No, eh? OK, io ci ho provato.)



