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lunedì 17 gennaio 2011

Una madre lo sa

..."Perche' le donne sono come i film di Almodovar: sanno tenere insieme l'orrore e la felicita', il candore e la perversione, sanno parlare coi morti, sanno farsi carico dei delitti altrui e compierne intanto di propri, sanno crescere figli nati dalla violenza, sanno portare il peso di un errore, sanno dare un posto a quello che altrimenti posto non avrebbe e sanno trovarci dentro la bellezza, sempre. Anche dove non penseresti di  trovarla mai...."

 "Il segreto delle madri, anche quelle che non sanno o non vogliono esserlo:la capacita' misteriosa di diventare un posto che accoglie tutto quello che succede nel cammino, tutto quello che viene e che c'e'. La capacita' di tenere insieme quel che insieme non sta. Di ricordare daccapo, ogni volta, da dove passa la vita e perche'"    

"Una madre lo sa" Concita De Gregorio

Un libro bellissimo.

lunedì 12 aprile 2010

Con Emergency


"Letti i giornali cerco su Google Maps l’indirizzo del Ministro Frattini. Intenderei raggiungerlo solo per tranquillizzarlo sul fatto che io gia’ da tempo mi vergogno di lui" M.M.

martedì 1 settembre 2009

3


Oggi sono tre anni dal nostro arrivo a Santa Barbara...

Passati in un soffio questi anni pieni pieni di tante cose...siamo cresciuti, cambiati,invecchiati, dimagriti, ingrassati, migliorati, peggiorati...


Santa Barbara ci ha sbattuto in faccia tutti i nostri limiti e le nostre debolezze, ci ha messo in ginocchio, ci ha fatto rimboccare le maniche e ci ha fatto ricominciare, piu' forti di prima, piu' consapevoli di prima.

Santa Barbara ci ha visto arrabbattarci nell'imparare (mmmhhh, ma poi si impara mai?)a diventare marito e moglie perche', come saggiamente dice la Fra: " Qui la discussione
non la sfuggi...perche' poi quando esci sbattendo la porta dove vai??? Da Trader Joe's??"

Santa Barbara ci ha visti diventare famiglia, insegnandoci modalita' diverse di fare i genitori, perche' nulla va' dato per scontato, tutto va' messo in discussione...

Santa Barbara ci ha regalato amici speciali, di quelli che ti porti nel cuore per tutta la vita, anche se le distanze aumentano e i fusi orari scocciano...

Santa Barbara ha cancellato preconcetti e pregiudizi, ci ha aperto il cuore e la mente rendendoci piu' leggeri...


Tre anni sono passati , ora siamo pronti a riprendere il cammino.

venerdì 27 febbraio 2009

Be zen


Avrei voluto scrivere un post feroce contro la stupidita', l'ignoranza e la superficialita'di alcuni... avrei voluto sottolineare quanto possa essere sbagliato lasciarsi trasportare dalla massa e non avere spirito critico....ma ho superato l'iniziale travaso di bile, ho fatto un bel respiro e ho pensato "hei' e' venerdi'"
La mia maestra di yoga ha ragione:
Be zen!

venerdì 23 gennaio 2009

Lasciatemelo dire....

...si, si' avra' i suoi difetti e fara' sicuramente i suoi errori ed e' pur sempre il presidente degli stati uniti e non gli faranno fare il suo lavoro ecc.ecc....ma ragazzi lasciatemelo dire al di la' di ogni analisi politica...Obama e' un figo pazzesco e io per un ballo cosi' potrei morire..

lunedì 10 novembre 2008

A new day

...per chi ci chiede che aria si respira dopo la vittoria di Obama.




I went asleep last night
Tired from the fight
I've been fighting for tomorrow
All my life
Yea I woke up this morning
Feeling brand new
'Cause the dreams that I've been dreaming
Have finally came true

It's a new day
It's a new day
It's a new day
It's a new day
It's a new day

It's been a long time coming
Up the mountain kept runnin'
Souls of freedom kept hummin'
Channeling Harriet Tubman

Kennedy, Lincoln, and King
We gotta invest in that dream
It feels like we're swimming upstream
It feels like we're stuck inbetween
A rock and a hard place,
We've been through the heartaches
And lived through the darkest days

If you and I made it this far,
Well then hey, we can make it all the way
And they said no we can't
And we said yes we can
Remember it's you and me together

I woke up this morning
Feeling alright
I've been fightin' for tomorrow
All my life
Yea, I woke up this morning
Feeling brand new
Cause the dreams that I've been dreaming
Have finally came true

It's a new day
(it's a new day)
It's a new day
(it's a new day)
It's a new day
It's a new day!

It's been a long time waitin'
Waiting for this moment
Been a long time praying
Praying for this moment

We hope for this moment
And now that we own it
For life I will hold it
And I ain't gonna let it go

It's for fathers, our brothers,
Our friends who fought for freedom
Our sisters, our mothers,
Who died for us to be in this moment

Stop and cherish this moment
Stop and cherish this time

It's time for you and me
For us and we
That's you and me together

I woke up this morning
Feeling brand new
Cause the dreams that I've been dreaming
Have finally came true
Yea, I woke up this morning
Feeling alright

'Cause we weren't fighting for nothing
And the soldiers weren't fighting
For nothing
No, Martin was dreaming for nothing
And Lincoln didn't change it for nothing
And children weren't crying for nothing

It's a new day
It's a new day
A new day
It's a new day
It's a new day!

venerdì 4 luglio 2008

Forever


"Many time during my days, I will find myself thinking:
God, I love this so much. Please let me be a mama forever!
And then I realise that, no matter what:
I will always be a mama. Forever."

giovedì 19 giugno 2008

Considerazioni sparse dopo un mese italiano


Non sono piu' abituata allo smog e al fumo.
Non smettero' mai di sentire la mancanza di gelati e focaccia...
Andare a cena fuori con la Mari e la Pu, mangiando trofie e bianchetti, chiaccherando e ridendo mi ha scaldato il cuore e riempito l'anima.
Mi sembra che a Genova si siano tatuati tutti. I vicoli regalano pomeriggi di shopping assolutamente perfetti. Nico che ride con i nonni e' un dono prezioso. Leggere un libro sul divano di Chiotto era un lusso che non mi concedevo da tempo. Come fanno gli americani a sopravvivere senza tarallucci a colazione? Non guariro' mai dalla mia insana passione per le borse. A Genova sono stata bene ma tornare a casa ha un che di speciale.

sabato 10 maggio 2008

La Mari


...ci siamo conosciute nell'87 , mitico reparto Koine', Genova X
...due sfigatone da competizione... occhiali , apparecchio ai denti e la tendenza a nascondersi dietro ai libri. Ci siamo studiate per anni senza manifestare certo un grande interesse l'una per l'altra...anzi una volta mi sono pure sentita dire "Aicardi mi stavi decisamente sulle palle"
Poi non so bene come vanno queste cose ma intorno ai 20 anni abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco. Fidanzate con due che piuttosto che rinunciare ad una serata con gli amici calpesterrebbero anche la mamma sono iniziati i sabati sera chiuse in macchina a Santa (Teresa, non Margherita) ,perche' fuori faceva trooooopppo freddo...sono iniziate le chiacchere infinite ("ma cosa avete sempre da parlare voi due?") di libri, vestiti e massimi sistemi.
Eravamo insieme quando il fagiolo (mitica 126 verdina) ha esalato l'ultimo repiro in via Guerrazzi, la sera del glorioso addio al nubilato di Romina. E ancora insieme a Neirone, sulla Y10 cariche di legna per la stufa, lievemente preoccupate perche' le ruote slittavano sulla salita piena di fango. Per lungo tempo ci hanno chiamato Paveranine perche' giravamo con lo stesso vestitino di cotone beige trovato al banchetto "tutto mille lire" del mercatino rionale dell'Isola d'elba. Abbiamo vissuto insieme, quando la sottoscritta si e' trovata momentaneamente senza casa e lei era momentaneamente senza marito. Abbiamo condiviso serate a base di gelato e film da teenager. Risate fino alle lacrime e litri di tea al bergamotto. Eravamo insieme, perse nel mezzo della Sardegna, aspettando un bus nella deserta piazza di Tortoli' (si quella dove hanno rapito Silvia Melis). Insieme abbiamo trovato il marito per Roberta, imparato a scuffiare e ballato il meneito.
Ci scriviamo da anni un numero imprecisato di sms ed email, come se telfonate e chiacchere non bastassero mai. Lei si e' sciroppata tutte le prove del mio abito da sposa io ero pronta ad andare in sala parto con lei se il Dib non fosse tornato intempo dalla Russia. Insomma, come scrivevo nei ringraziamenti della mia tesi di laurea:"La Mari, piu' che un'amica e' una sorella".

Ora lo so che stara' pensando "Belan Aicardi come sei melensa" pero' io lo voglio scrivere lo stesso, prorpio qui dove lo leggono tutti (oddio tutti, 5 o 6 persone...) che io alla mia amica Mari CI VOGLIO PROPRIO BENE.

E che se anche sono lontana, cara mia, in questo momento sono li' vicina a te!

martedì 15 aprile 2008

Amarezza

Nel tentativo vano di rendersi conto di cosa e' successo, penso e ripenso a cosa il nostro risultato elettorale significa. La gente e' andata a votare, piuttosto numerosa. E ha votato compatta. In questo ridicolo sistema multipolare il partito democratico e' riuscito nell'impresa. Scontentare i cattolici centristi che hanno migrato verso lidi piu libertari. E massacrare la sinistra, critica, arcobaleno e chi piu ne ha piu ne metta, che da frammentata diventa fracassata.
Il quadro e' davvero chiaro.
La sinistra non ha mai vinto in italia, davvero. E' sempre stata una congiuntura astrale, una combinazione di eventi rari.
Dunque e' proprio vero che in italia quello che conta e' quella del pdl, della lega?
Dov'e' il problema? Come e' possibile che sembra sempre che la gente voglia davvero cambiare, voglia davvero un paese nuovo, piu giusto, piu bello e poi si finisce per ricadere per la terza volta nel tranello dei tranelli?
Una tristezza da esule mi pervade, di chi, un po dall'esterno, vede un paese scegliere giorno dopo giorno, sempre il peggio.
Speriamo bene.

giovedì 21 febbraio 2008

Eccessi

Non serve ribadire la mia posizione sulla legge 194. Chi passa di qua la conosce ...la ritengo ragionevole e rispettosa delle volontà di tutti, e mi pare assurdo che venga messa in discussione da chi vorrebbe imporre una volontà sola. Però non riesco a non domandarmi di che diavolo stiano parlando quelli che criticano film come Juno o Knocked Up perché le protagoniste non abortiscono.

Chiariamoci, lì si pensa di star male, ma qui in America stanno come noi se non peggio, e da un pezzo. Qui, a guardia dell’aborto legale, c’è una sentenza, non una legge: e ogni Stato fa circa come gli pare. La contraccezione, l’interruzione di gravidanza, anche la contraccezione d’emergenza sono in larga parte forniti da un’organizzazione che si chiama Planned Parenthood, che è un po’ come dire l’AIED, per capirci. In Italia , le bombe all’AIED non le abbiamo ancora viste, e non vorrei dare delle idee strane ai seguaci di Giulianone. Insomma, stanno messi peggio di noi, perché per rovesciare una sentenza ci vuole molto meno che per abrogare una legge.

Però cazzo, stiamo parlando di film. Film in cui, se le protagoniste abortiscono, non c’è più il film. O meglio, ce n’è un altro che non ha a che vedere con le pance, le difficoltà, il decidere cosa fare, e altre cose che nelle commedie sono importanti. Una pancia può anche far ridere. Un aborto, difficilmente fa ridere. Viene quindi da dare ragione a Ellen Page, quando dice che Juno

[…] è un film su una ragazza che ha un bambino e lo dà a una coppia di yuppie… Insomma, mi dispiace per tutti che lei non abortisca, ma non è di questo che parla il film. La ragazza va in una clinica dove praticano aborti, si fa un quadro di tutte le possibilità e delle scelte che può fare, e questa è la parte importante. E’ semplice. Io mi autodefinisco femminista quando la gente mi chiede se lo sono, e ovviamente lo sono, perché si parla di uguaglianza, e in quel senso spero che tutti lo siano.

In America, le fazioni pro-life e pro-choice sono ancora più sanguinose che da noi. Ferrara è un dilettante, un parvenu della protezione dell’embrione: non è ancora arrivato a celebrare la decisione di Simona, alla fine di Notte prima degli esami. Né le nostre femministe si sono ancora spinte a dare addosso alla suddetta per non avere abortito. E che diamine. E’ un film. Non costringeteci a prendervi sul serio, perché altrimenti ci viene da pensare che la vostra posizione sull’aborto sia assolutistica quanto quella dei pro-lifers: e cioè che se la gravidanza inizia in circostanze meno che favorevoli l’aborto sia sempre la scelta in cima alla lista. Sappiamo che non lo è. Non tutte vogliono abortire. Il corpo è una cosa privata, e anche i personaggi dei film hanno diritto a decidere che diavolo vogliono farne, anche quando la scelta è razionalmente, logisticamente sbagliata. Abbiamo già Ferrara che chiama la sua posizione "razionale" e indiscutibile.

Insomma, anche qui c’hanno le loro gatte da pelare. Non siete contente? Non vi sentite meglio, adesso?

(No, eh? OK, io ci ho provato.)



martedì 27 novembre 2007

dove c'e' musica


pensavo è bello che dove finiscono le mia dita
debba in qualche modo incomiciare una chitarra.

con pochissima modestia nellla citazione vi annuncio che federica mi ha regalato una chitarra. fa casa, fa scout, fa sigaretta in bocca che brucia, fa parole gridate con gli amici, fa lacrime, fa male alle mani, fa poesia e ora fa anche ninna nanna per nicolino.
Incredibile quanto un oggetto possa significare per me, anche se poi non ho continuato a studiare, anche se poi la musica non fa piu parte del mio futuro, anche se rimane un piccolo hobby, e sempre un grande ricordo di giornate felici, e quelle corde pizzicate con forza, vibrano e si portano con se voci amiche.

giovedì 1 novembre 2007

Fantasia & realtà

Qui n America son tutte incazzate per le pubblicità della Axe, che sono sessiste e fanno sembrare le donne degli animaletti che corrono a comando appena sentono puzza di deodorante, blah blah blah. Seguite un attimo il mio ragionamento e ditemi se ho torto.

  • Axe è un deodorante pur homme.
  • Gli uomini comprano il deodorante perché non gli puzzi l’ascella
  • ma lo comprano anche per sapere di buono
  • se fosse solo per l’ascella, si metterebbero l’allume di rocca
  • invece Axe gli promette che sapranno di buono e saranno attraenti per le femmine.
  • Però di deodoranti ce ne sono tanti
  • perché uno dovrebbe comprare Axe, piuttosto che un altro deodorante?
  • Perché Axe fa arrivare PIU’ FEMMINE.

Non mi sembra difficile.

Procter&Gamble, che fabbrica Axe, non vende Axe. Vende ai portatori di ascella pelosa e potenzialmente odoripara le loro stesse fantasie: e cioè che, con due spruzzate di deodorante, si possano risparmiare di avere una personalità, fare conversazione, lavarsi i denti, vestirsi da cristiani, evitare le infradito, e via dicendo. Due spruzzate, e tutta la gnocca del mondo è ai tuoi piedi. Che mondo meraviglioso.

Ora forse capite perché, ogni volta che vedo la fantastica pubblicità della Axe dove c’è un tizio in piedi in mezzo a una spiaggia che si spruzza di Axe mentre centinaia di migliaia di bonazze in bikini si avventano con aria ferina verso di lui, mi viene da ridere: lui pensa che vengano tutte lì a trombarselo, e invece quelle (si capisce dalle facce) vengono per sbranarlo...

venerdì 31 agosto 2007

Fat- Bottomed Girls

Qui in Ammmmerica si fà un gran parlare di Beth Ditto, sui giornali,nei talkshow, in rete ....

Il motivo del contendere è la possibilità che Beth Ditto possa rappresentare qualcosa di seriamente sovversivo.

Intendiamoci, non roba da ribaltar governi o eliminare le taglie 36 da Vogue, ma io credo di sì: credo che la sua corporeità contenta, insieme a quella di Nikki Blonsky, Jennifer Hudson, America Ferrera e Queen Latifah in proporzioni variabili, sia un bel dito medio in faccia a chi esige che le donne grasse (i.e. sopra la taglia 42, roba da non crederci) se ne stiano discretamente coperte.

E’ piuttosto facile attaccare Beth Ditto, nello specifico: perché è obesa e si esibisce in mutande, perché è lesbica e sta con una donna che si fa identificare con un pronome maschile-quindi è un uomo-quindi Beth Ditto è eterosessuale, perché dice “sono femminista” e le signorine perbene che fanno la fila per una borsa Hermés si ritraggono orripilate. Perché, invece di starsene nell’Arkansas dentro a un vestito extralarge nero o grigio, saltella sui palchi di mezzo mondo a culo di fuori. Perché con il fidanzato/la fidanzata ha fatto delle foto pornografiche per un giornale rivolto al pubblico omosessuale. Perché canta con un vocione zozzo che fa venir voglia di accoppiarsi negli angoli. Perché è amica di Kate Moss ma non vuole essere Kate Moss. Perché boicotta le catene di abbigliamento che non fanno vestiti della sua taglia rifiutando di esibirsi nei loro punti vendita. Perché è chiaramente contentissima di essere la persona che è: ciccia e tutto. Perché NME l’ha eletta Coolest Person of 2006, facendo scoppiare la bomba: come, la cicciona vince?

Dà fastidio, Beth Ditto. Il suo corpo è socialmente inaccettabile: se volesse fare la cosa giusta, canterebbe e basta, non parlerebbe, si vestirebbe con un decoro superiore a quello richiesto alle ragazze magre. Cercherebbe di far passare in secondo piano la sua fisicità, la minimizzerebbe. Il fatto che la usi, la esibisca, che si vesta come una diva disco e si trucchi come la Strega Malefica e non abbia paura di niente è fastidioso. Va ridimensionata, ridotta al minimo comun denominatore del “Grasso è bello”, quando il punto non è il grasso. Il punto è essere felici di come si è, grassi, magri, alti, bassi, rossi, biondi, neri, bianchi. Beth Ditto non dice “diventate grasse come me”. Dice “io così sto bene. Voi come state?”

Le donne grasse hanno sempre davanti due scelte: adeguarsi (e quindi perdere peso, coprirsi, non andare in spiaggia, rinunciare ad essere viste come esseri sessualmente attraenti) o ribellarsi. In questo, hanno qualcosa in comune con gli omosessuali, a cui si chiede di essere miti e riservati, discreti, non baciarsi in piazza, ché è di cattivo gusto. Beth Ditto è contemporaneamente grassa e omosessuale.

Praticamente una cartina al tornasole.




mercoledì 1 agosto 2007

vivaaaaaaaaaaaaaa!



















meglio tardi che mai.

martedì 31 luglio 2007

Facce come il c***

C'è stato un momento della mia vita qui in cui ho pensato:
" Dopo un pò la lontananza ti permette di vedere quello che accade in Italia con certo distacco..."
Bhè, non è vero...dopo la notizia del bacio di cui ho scritto il 27 ecco un'altra cosa che mi manda il sangue al cervello.... volevo scrverne ma Michela lo ha fatto alla perfezione e lo riporto integralmente:

"Sul caso Cosimo Mele, il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa afferma di capire il suo dramma umano e sottolina il serio problema...

"...dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura». Lo dice riferendosi anche alla sua vita pubblica: «Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria». Per questo, ripete più volte, «la vita del parlamentare è molto dura» e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: più soldi a deputati e senatori, quindi, per poter permettere il trasferimento delle loro famiglie a Roma.

Riepilogando: questo signore, anzichè essere in parlamento a votare la riforma dell'ordinamento giudiziario, si porta due puttane in camera in uno dei migliori alberghi del centro di Roma e una delle prostitute si sente male per overdose di cocaina. Lo scoprono solo per quello, e infatti tranquillamente lui dice: "sono stato sfigato, perchè se la ragazza non si fosse sentita male non sarebbe successo niente".

Lo sfigato ha moglie e vari figli (di vari letti, a dirla tutta) ed è deputato del partito più moralista di tutti in tema famiglia, in prima fila per il Family Day a cantare la canzone del Mulino Bianco.

Ma secondo quel genio di Cesa il problema non è l'immoralità del soggetto, la sua leggerezza, la sua mancanza di senso di responsabilità, la sua dubbia onestà personale (n.d.r. è imputato principale di un processo per corruzione a Brindisi, l'accusa è che da vicesindaco accettasse tangenti per andarsi a spendere i soldi al casinò di Montecarlo). Niente affatto. La colpa di tutto è la solitudine del parlamentare, da risolvere invocando più soldi per un fantomatico ricongiungimento familiare (questo di famiglie ne ha due, per giunta) che gli allevii la vita dura da deputato. In mancanza di questa felice riunione familiare, è umanamente comprensibile che uno faccia quella fine lì.

Onorevole Cesa, ma siamo proprio sicuri che i 5.486,58 € al mese di indennità parlamentare, più i 4.003,11 € al mese di diaria di soggiorno, più i € 4.190 al mese di rimborso forfetario per mantenere i contatti con gli elettori, più i € 3.098,74 annuali di spese telefoniche e tutte le altre agevolazioni di cui gli onorevoli godono non bastino proprio a consentire il ricongiungimento familiare per il povero parlamentare, costretto ad andare a squillo di lusso e coca party dalla durezza della vita da deputato?
...
Ma avete proprio la faccia come il culo. "

domenica 29 luglio 2007

testa & croce











Testa

Cold Spring Harbor Laboratory e' proprio un classico americano. Un bellissimo posto, verde, casette nel bosco sparse tanto da non percepire davvero quanta gente lavora qui, delizioso porticciolo, bungalows nel bosco e una serie di eccellenze da primato. Laboratori di genetica e biologia molecolare da invidiare, attrezzatura eccellente e gente da tutto il mondo che viene a seguire i corsi qui, che sono in effetti di grande qualita.
CSHL ospita adesso un certo Watson (quello di Watson & Crick e non di elementare Watson). Un tipo che si vanta di aver scoperto la doppia elica, decisamente una delle scoperte piu straordinarie di questo secolo, anche se a dire di tanti era, ai tempi, questione di tempo. La tecnologia era disponibile e qualcuno prima o poi lo avrebbe scoperto. Crick (il fisico dei due) e' morto qualche anno fa, era anche lui un professore qui a CSHL e dicono che fosse il piu simpatico, Watson fa il nobel di 80 anni... Dicono che sia uno stronzo.
Croce
Cold Spring Harbor Laboratory e' la patria natale dell'eugenica. Quella strana cosa che pone le sue basi nella teoria genetica mendeliana e darwiniana e si propone di selezionare geneticamente il genere umano, secondo criteri nominalmente scientifici ma di fatto arbitrari. Quella stessa eugenica che durante il reich rendera famoso un certo dottor Mengele per aver fatto gli esperimenti piu indicibili su esseri umani. Nasce circa alla fine dell'800, primi del 900, qui in America dove i tassi di immigrazione sono alle stelle e alcuni cominciano a pensare che questo mix di est europei e meridionali (americani) contribuirebbe a depauperare non so quali doti intellettuali del popolo americano. Nasce qui a CSHL, la patria del DNA. Sul loro sito c'e' una pagina di scuse per essere stati parte della motivazione scientifica o parascientifica alla base dell'eugenica hitleriana.

...vabbe, anche sta' volta, dall'alto dei nostri passati immacolati, li perdoniamo.

venerdì 27 luglio 2007

Un mondo civile


Non è tanto tempo fa che discutevo con qualcuno che lamentava il vittimismo delle coppie gay e degli omosessuali in generale. Che possono fare quello che vogliono, nessuno li infastidisce, che diritti vogliono ancora, il matrimonio, la famiglia naturale, maschio e femmina li creò, la storia la sapete. Nel frattempo, ieri sera due ragazzi sono stati arrestati perché si stavano baciando vicino al Colosseo.

Arrestati, capite, per atti osceni in luogo pubblico. I due non si erano nemmeno tirati fuori le magliette. Alzi la mano chi non si è scambiato un bacio un po’ focoso col partner in pieno giorno e in piena luce. Voglio vedere le manine alzate. Suvvia, anche voi giovani e meno giovani simpatizzanti Arcigay. Pieno giorno e piena luce, ho detto. E no, non al Pride, non credevo di doverlo specificare.
Atti osceni in luogo pubblico. Cazzo. Con tutte le pomiciate pubbliche che mi sono fatta, sarei dentro, probabilmente. Vabbè, dite che magari non ho pomiciato davanti ai Carabinieri? A me non pare che questi due pomiciassero davanti ai Carabinieri. Mi pare, a occhio, magari non ho capito eh, che questi due si trovassero dentro il simpatico ghettino attrezzato per gli untori come loro, la Gay Street. Sì, a Roma c’è una Gay Street, di questi tempi. Che uno pensa, se sto nel mio recinto magari mi lasciano in pace. Magari un bacio al mio amore di stasera o di una vita glielo posso anche dare. E invece arrivano i Carabinieri a romperti i coglioni, ti perquisiscono e ti portano dentro. Atti osceni in luogo pubblico. Un bacetto.

No, sapete com’è, a me vengono queste idee strane. E cioè che a baciarsi sotto al Colosseo ci fossero stati Adam & Eve invece che Adam & Steve, non so se i Carabinieri li avrebbero disturbati. Magari gli avrebbero fatto un po’ i fari, per avvertirli di portare le loro effusioni in un luogo privato prima di lasciarsi andare ai famosi atti osceni in luogo pubblico. O forse li avrebbero ignorati. E mi viene anche l’idea strana che l’oscenità non fosse il bacio in sé, ma il genere delle labbra.

Ad ogni modo, mi si dice che ho torto. Le coppie omosessuali possono fare come gli pare.
Che mondo civile.

sabato 21 luglio 2007

2001-2007


Concita De Gregorio

Il 21 luglio, fra poco, saranno sei anni. Gli anni passano in fretta, i giorni molto meno. C'è un ragazzo tedesco, faceva il violoncellista prima di quella notte, che mi scrive ancora. Quasi tutte le settimane. Se non fosse di disturbo mi scriverebbe tutti i giorni - dice. Ci siamo conosciuti al pronto soccorso dell'ospedale di Genova, lui era in corridoio su una barella e diceva che le costole quando si rompono fanno il rumore dei fiammiferi spezzati, un rumore piccolo e secco. Di Nancy Beai, Vancouver, ho conservato l'indirizzo. Di Misha il numero di telefono. A Isabel ho rispedito a casa, Granada, la sua copia del Don Chisciotte. L'avevo raccolta da terra quasi senza ac-corgermene, quella notte alla scuola Diaz, e senza accorgermene l'ho tenuta in mano tutto il tempo, stanza dopo stanza, fuori per strada, all'ospedale fino all'alba. Non ci voleva molto a capire cosa stesse succedendo a Genova, quella notte. Non ci volevano sei anni, bastavano sei minuti. Non bisognava essere draghi per capire con chi stesse parlando al telefono senza sosta Roberto Sgalla, il portavoce di Gianni De Gennaro allora e fino a ieri capo della polizia. De Gennaro non c'era è vero. Già questo è un fatto: la decisione di non esserci. Ma non aveva perso il treno, di certo non aveva impegni più rilevanti del G8. L'Italia è uno strano Paese. Un Paese barocco, dove contano più le parole dei fatti. Le dichiarazioni, le smentite, le querele, le interrogazioni parlamentari. Gli anatemi, te urla. I fatti svaniscono in fretta, si dimenticano. Su un cartello della scuola Diaz c'era scritto "please, don't clean up the blood", non lavate

questo sangue. Siccome mi sembrava di non aver scritto tutto, nelle cronache da Genova, ho raccolto la memoria che restava in un diario e l'ho intitolato >così: "Non lavate questo sangue". Era il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani. Ho rivisto Mario Placanica, il carabiniere che sparò. Ha sposato una ragazza energica di nome Sveva, che gli ha dato un figlio, le medicine che gli servivano per curarsi dalla depressione e l'idea di scrivere un memoriale e farselo pagare dal miglior offerente, all'asta. Qualcuno lo pubblicherà. Placanica è pieno di rancore, dice che l'hanno usato e poi buttato. Dice che l'hanno zittito e poi abbandonato. Anche quella di zittire -con le minacce, la denigrazione, la calunnia, il ricatto - è una passione nazionale. Quelli che continuano a parlare, se quel che dicono è scomodo, vengono presto derubricati da testimoni a fanatici, squilibrati, estremisti. Lorenzo Guadagnucci è un giornalista economico del gruppo Monti, Nazione Resto Del Carlino, un ambientalista gentile di modi ed esperto nel suo lavoro. Dormiva alla Diaz, l'hanno massacrato insieme agli altri. Quando è uscita la sua cronaca di quei

giorni - precisa e lucidissima -in molti sussurravano, poveretto, non c'è da credergli, è rimasto scioccato e non sta bene. A parlare di Genova, per un paio

d'anni chiamavano solo da Rifondazione comunista, come se raccontare quel che siera visto fosse diventato una forma di militanza politica. Poi, certo, c'è

stato l'11 settembre, tutto è cambiato, è passato tanto tempo. Si tace sempre di più, leggere oggi le dichiarazioni del poliziotto pentito che dice "fu una macelleria messicana" è davvero impressionante: speriamo che non facciano passare per depresso o per comunista anche lui. Qualcuno ogni tanto si ricorda. Si affacciano le nuove generazioni, e chiedono. Genova cosa?, diceva uno in un capannello di quattordicenni -uno col giornale in mano - fuori dall'aula dell'esame di terza media. Genova quando? Loro sei anni fa ne avevano otto, vedevano i cartoni. Nei quadri appesi alle pareti della scuola il risultalo dell'esame non c'è scritto. Buono, ottimo, sufficiente: non si dice più. È per la legge sulla privacy. Tutti uguali, pazienza se spariscono meriti e demeriti, sacrifici e leggerezze. Tutti uguali, privacy scrìtto in inglese, silenzio. Qualcuno sussurra all'orecchio i risultati, dice che li ha visti sulla scrivania della preside, ma non ci sono prove. Meglio che stia zitto.

fonte "L'espresso"